Fronte Surreale, lì 31.1.07

Dictapops vol.5

Nuova puntata della fortunatissima serie Dictapops! - nulla è più pop di un dittatore - Castro edition.
In questo numero:



Castro del ciel. Ogni dittatore ha il suo stellone.

Fronte Surreale, lì 30.1.07

Comportamenti Bandido

"* I Comportamenti Bandido, e le Risse Bandido in particolare, presentano molte somiglianze con certi aspetti della Realtà Subatomica. Per esempio, nella maggior parte delle condizioni sperimentali non si vede mai in opera il meccanismo reale degli eventi che conducono a un certo esito (dal risultato traspare con evidenza che l'elettrone si è comportato così o così, ma non si può mai "vedere" quello specifico elettrone o quello che ha fatto per arrivare al risultato). Dalla nostra posizione di osservatori esterni al bar, High Pockets ed io non potevamo vedere il caotico disordine dell'interno (supponiamo che i Bandidos rappresentino degli elettroni eccitati), ma potevamo vedere il risultato di quel caos: c'era continuamente qualche Bandido che volava da una finestra o fuori dalla porta (ogni Bandido che vola fuori rappresenta un elettrone che colpisce una lastra fotografica o un altro strumento di musura)."

A.C. Weisbecker

Secche del linguaggio.

"** L'astuto lettore avrà già capito che, siccome prima del Big Bang non c'era niente, l'aggettivo "Big" è piuttosto dubbio. Sono pronto ad ammettere che non c'era nessun piccolo Bang a cui paragonarlo ma, come ho detto prima, sto avanzando tra le secche del linguaggio. "

A.C. Weisbecker

Fronte Surreale, lì 25.1.07

Di Segni dell'Artista

Terzo! appuntamento con l'Artista.
Fronte Surreale: (n.p.)

Artista all'operaArtista all'operaArtista all'opera
123

Le opere presentante in questo numero:

1. Dittico di Lucifero - prima parte - particolare. Indelebile su carta.
2. Dittico di Lucifero - seconda parte - particolare. Indelebile su carta.
3. Il Serpente EC EC... Indelebile su carta.

Continua [...]

Avvertenza: se possedete materiale sull'Artista od addirittura possedete sue notizie contattate il Fronte Surreale; verrete ascoltati.

Fronte Surreale, lì 24.1.07

Pensavo:

Forse ci vorrebbe un sottofondo musicale.

O più immagini?

Happy hour dalle 18 fino a fine serata?

Pizzette? Come queste?

Meno canovacci?

Messaggi subliminali! ( Sì, ma come? )

Un negozio con due luci sulla via principale?

Dichiarare guerra all'Austria?

Viaggio dentro la notte. VI ( volevo bene.)

So I speak, though, am I heard...?
Wasting visions on a world of blinded fools.

Capii ben presto che non ce l’avrei fatta in quella maniera, a piedi, a salvarmi seppur per un breve periodo. Dovevo pensare al medio termine, il lungo è ignoto e imprevedibile quindi perché curarsene? Mi scontrai ancora una volta con le mie scelte passate; e amici no, e macchina no, e neanche l’aggeggio a due ruote che doveva rivoluzionare il mondo dei trasporti: niente insomma. Ero dunque spacciato? Non dovevo e non volevo arrendermi e così stringendo denti e pugni avanzai nella notte. Le tre e dieci minuti ed un unico obiettivo: raggiungere salvo e possibilmente vivo l’alba, ma la seconda condizione non implicava la prima.


Correre. Correre. Correre.

Pensandolo potevo convincere i muscoli? Ci provai e meraviglia ci riuscii; un passo dopo l’altro mi ritrovai a procedere ad andatura sostenuta, da mezzofondista bianco, devo ammettere. Passai di fianco alla brutta chiesa in cemento armato e poco slancio mistico del mio quartiere, retaggio di nessuna corrente concettuale, mancanza di stile, abbondanza di bruttura. Le vetrate così poco antiche scimmiottanti ben altri antichi fasti mi fecero rabbrividire. Motivi senza motivi, neanche un riferimento all’Agnello od a qualche profeta minore. Nulla. Fui tentato di trovare un rifugio nella casa del Signore, ma riuscii a resistere senza troppa difficoltà. Le chiese sono amplificatori e la musica che sentivo non mi piaceva proprio. ( pensieri dialettali ed espressi in maniera approssimativa, ma la situazione lo richiede ) Mi vedevo già nascosto, in cerca di riparo come i Rolling Stone, dietro l’altare in prossimità del seggio del prete a leggere le scritture, che in molti ritengono sacre, alla ricerca di un po’ di pace e di tempo da far trascorrere. La visione, questa volta non distorta, mi atterrì. Scappai verso la strada principale, la nota arteria, questa volta deciso a fronteggiarmi.

Arrivato sul ciglio della strada mi fermai, in attesa, appoggiato ad un paracarro catarifrangente. Durante i primi tre minuti primi non accadde nulla di strano. Poi… Poi il delirio cominciò sulle note del Bolero di Ravel suonato a suon di catarifrangenti che uno dopo l’altro si illuminavano a tempo e si misero a vibrare emettendo ognuno un suono preciso. Piano piano, lento lento cominciò il motivo di chiara ispirazione infernale a riecheggiare nell’aria. Anche le macchine che sfrecciavano a pochi centimetri dalla punta del mio piede sinistro, maldestramente appoggiato alla riga bianca, sembravano partecipare alla sinfonia alzando il volume ( il TONO? ) dei paletti. VRRRROOOOOOMMMMM e taaatatatataaaa ricomincia. VROOOOOOOOOMMMMM (un diesel euro 2) e taaatatatataaaa, il motivo lo conoscete. Le stringhe, loro, se ne stavano tranquille e le maniche avevano rifatto l’orlo a cui tanto tenevo, questione di affetti. Dalla trattoria di fronte uscì un camionista altissimo, mai visto uno così in vista mia, aprì la portiera della motrice e si piegò per entrare. All’improvviso, quando ormai un buon 30% di quel gigantesco ma proporzionato corpo era già all’interno della cabina, si girò verso di me. Ritirò fuori il corpo già riposto e si incamminò proprio nella mia direzione. Rimasi fermo, con la strenua convinzione di non essere distinguibile dallo sfondo. Convinzione che svanì quando sentii un paio di operai, dall’accento marcatamente veneto, pronunciare “finio”.

Mi voltai ed un cartellone pubblicitario con una discinta donzella che vendeva silicone era apparso come dal nulla, con tanto di luci e menate del genere. Ero senza copertura ed il gigante si avvicina per forza di cose a grandi passi.


Terrorizzai.

"Giorni di Giubilo" la lieta blognovela - 17° Episodio

La voce narrante
"Puntata n°17 o 16 + 1 per gli scaramantici. Ritorniamo a bomba nei meandri del Pianeta Base della Resilienza."
Primo, il giovane allievo
"Krtased! Compagno di ventura, poscia codesta essere un'altra occasione di mostrare la nostra beltade et il nostro coraggio! Accompagnami dunque a svelar una volta per tutte il mistero di codesti lamenti!"
Uno dei Guardiani delle Viscere
"KAreRrRQ!"
Primo, il giovane allievo
"E sia!"
La voce narrante
"Primo e Krtased si inoltrano nel buio e misterioso antro dal quale giungono lamenti strazianti."
Immagine non disponibile
"Aaaaaah... Aaaaaah..."
Primo, il giovane allievo
"Chi giace e si lamenta in codesto antro! Svelati ordunque! Non farci aspettar ancora! Krtased, amico, illumina questo antro!"
La voce narrante
"Krtased usando le zampe anteriori, un paio di pietre ed uno strano getto corporeo crea una lingua di fuoco che rischiara a giorno l'antro una volta buio."
Primo, il giovane allievo
"Non è possibile! Sgomento e incredulità pervadono il mio giovanile corpo! La mia mente vacilla davanti a codesta scena! Sarà forse un altro miraggio del diabolico Millo? Possibile che voi siate..."
Una guardia della base sotterranea della Resilienza
"Signore! La Prigione è stata violata! Non capisco.."
Millo, il capo carismatico della Resilienza
"Ora mi è tutto chiaro, questa notizia non mi stupisce, ma mi spaventa. Primo è ancora vivo!"
Uan Kanopy, saggio guerriero
"Impossibile!"
Il Maestro Ydioda
"Ora di pranzo è. Fame io ha."
Millo, il capo carismatico della Resilienza
"Non adesso bell'Ydioda. Non adesso. Se Primo riesce a liberare il prigioniero per noi le cose si mettono davvero male"
Angie, Console Supremo di Ulva
"Chi è questo prigioniero? Ma soprattutto perché le cose si mettono male?"
Condiriso, Generale Supremo delle Forze di Ulva
"Prendo una squadra!"
Il Maestro Ydioda
"Riga preso ho! Disegno tecnico mia specialità è!"
Uan Kanopy, saggio guerriero
"Va bene Ydioda, va bene. Condiriso vengo anch'io! Mi sento in colpa per non aver avvertito la presenza della minaccia! Ne va del mio onore e del mio stipendio come Cavaliere Jovedi."
Millo, il capo carismatico della Resilienza
"Rimanete qui amici, se libera il prigioniero non avrete scampo da soli. Meglio aspettarli qui, tutti insieme."
Angie, Console Supremo di Ulva
"Dicci chi è questo prigioniero! Non tenerci in questa situazione seccante! Le mie mucose non possono sopportare altro. Parla Millo!"
Millo, il capo carismatico della Resilienza
"Il prigioniero è..."
Primo, il giovane allievo
"Voi siete .."
Il Conte Dalv III, oscura entità maligna
"Sono io, il Conte Dalv III!"
Uan Kanopy, saggio guerriero
"Non è possibile, non lui, lui è.."
Il Conte Dalv III, oscura entità maligna
"E per molti secoli sono morto."
Primo, il giovane allievo
"Posso chiamarVi Oscura Entità, Oscura Entità?"
Il Conte Dalv III, oscura entità maligna
"Prima liberatemi da queste benedette catene, poi vedremo."
Primo, il giovane allievo
"Immanintemente Vostra Oscurissima Entità."
Una guardia della base sotterranea della Resilienza
"Ehi quella è la mia battuta, ladro!"
La voce narrante
"Chi sarà questo Dalv III? E perché tutti lo temono così tanto se è da così tanto tempo in catene? Sarà poi così pericoloso?"
Il Conte Dalv III, oscura entità maligna
"Stai attento narratore. Stai molto attento."
La voce narrante
"Certo Vosta Oscurissima Entità. Alla prossima puntata!"

Fronte Surreale, lì 22.1.07

Dictapops vol.4

Quarta puntata della fortunata serie Dictapops! - nulla è più pop di un dittatore
In questo numero:



iPot - La dittatura nella musica portatile

disponibile anche in versione "puro stile apple":



iPot - La dittatura fica nella musica portatile.

Fronte Surreale, lì 19.1.07

. della situazione.

Proseguire il Viaggio: in corso.
Proseguire l'altro racconto: in corso.
Organizzazione progetto super segreto: in corso.
Blognovela - nuove puntate + incredibili colpi di scena: in corso.

Insomma tutto in corso.

Fronte Surreale: il nuovo (niente) in corso.

Fronte Surreale, lì 17.1.07

Viaggio dentro la notte. V

All’improvviso ebbi l’illuminazione. Avevo bisogno di più velocità, dovevo assolutamente accelerare: era forse questa la soluzione alla mia per nulla chiara domanda. Al momento non riuscii a pensare ad altro di più sensato, non mi restava che tentare. Sarebbe bastato correre? Magari in maniera progressiva, senza strappi, con accelerazione costante, in maniera completamente opposta al rospo o rana che fosse. E se non fosse stato sufficiente? Mi sarei riarenato in maniera se possibile peggiore sulla battigia delle mie visioni? Tanto valeva provare comunque, senza pensare alle conseguenze, la mia principale fonte d’inibizione. Cominciai a muovere i piedi contando i passi, con un metronomo mentale a scandire la cadenza, alla ricerca di un ritmo, uno qualsiasi!, da tenere. Cominciai a sentire una sensazione di sollievo, esperimento riuscito? Funzionava? Il lasso di tempo trascorso era troppo breve e la mia attitudine alla corsa troppo scarsa. Ben presto l’acido lattico, altra arma al servizio della mia imperizia, mi bloccò i muscoli. Quanto tempo era trascorso dall’ultima corsa (test di Cooper esclusi)? Ansimai appoggiato ad un muro. Le stringhe, cosa di per sé singolare, cominciarono ad allungarsi agitandosi come piccoli serpenti. Rimasi leggermente stupito quando vidi quei minuscoli filamenti di tessuto cercare di infilarsi nelle crepe del marciapiede, tra gli anfratti del catrame, là dove nascono fili d’erba e fiori venuti da chi sa dove. Non capii subito le loro intenzioni, ma quando le vidi scavare, solo allora, compresi il loro disegno: tenermi fermo! Ancorato al terreno! Radici da scarpe di marca! Era un segno, l’ennesimo, da non sottovalutare: la risposta ad una delle domande della sera. Dovevo muovermi. Assolutamente. Cercare la velocità così da far scivolare via le mie visioni come neve dal tetto di una macchina in corsa. Dovevo diventare una macchina, in corsa per di più! Ma prima dovevo liberarmi delle stringradici e dal loro subdolo tentativo di boicottaggio. Cercai di strapparle dal terreno ma si erano già troppo conficcate, non solo, cercarono pure di pungermi riemergendo da un altro punto. Tentai di togliermi le scarpe ma le stringhe reagirono stringendo i miei già doloranti piedi in una morsa degna di un boa di medie dimensioni, ma potrei sbagliarmi, non sono un esperto di rettili. Ogni mia mossa veniva contrastata in modo non solo repentino ma azzarderei ingegnoso. Dovevo trovare una soluzione, una via d’uscita ed anche molto velocemente visto che anche le maniche della giacca sembravano voler partecipare alla tenzone allungandosi. In pochi secondi avevano già guadagnato qualche centimetro rompendo gli orli che mia nonna fece con tanta cura e perizia. Cosa potevo fare? Infilai la mano in tasca e trovai un mazzo di chiavi ed un fiammifero. Lo sfregai e lo avvicinai alle stringhe nel tentativo di spaventarle con la piccola, ma significativa, fiammella. Subito si ritrassero come spaventate in preda a moti di panico, quasi fossero prese da convulsioni. Avvicinai ancora di più la fiamma alla radice delle mie nuovi radici ottenendo una vittoria più che completa: schiacciante. Ero di nuovo libero, ma per quanto? Dovevo rimettermi in marcia nonostante i pareri contrari di gambe e vari organi interni. Dovevo.

Fronte Surreale, lì 16.1.07

"Giorni di Giubilo" la lieta blognovela - 16° Episodio

La voce narrante
"Sedicesima puntata della novela più intricata e confusa della blogosfera. Bella parola blogosfera, non come caleidoscopio, ma ci siamo."
Primo, il giovane allievo
"Ora non voglio udire storia alcuna. E' giunto il mio turno."
La voce narrante
"Prego."
Primo, il giovane allievo
"Niente introduzione? Nessuna frase per creare il necessario pathos?"
La voce narrante
"No. E' il tuo turno, gestiscetelo."
Primo, il giovane allievo
"Il trattamento riservatomi è davvero incomprensibile. In questa storia mi vengono solo riservati pesci in faccia e male parole! Tutto ciò non è più tollerabile! Avrete ben presto notizie dai miei legali!"
Primo, il giovane allievo
"..."
La voce narrante
"..."
Primo, il giovane allievo
"Ho capito. non v'è speranza alcuna per questa puntata. Poco male, farò di necessità virtù. D'ora in poi mi accollerò anche il gravoso dovere della narrazione!"
La voce narrante
"Prego"
Primo, il giovane allievo
"Dunque.. Ah, ora rimenbro, Krtased! Conducimi infine alla base della resilienza affinchè io possa far scempio dei loro futili corpi e portare a termine la missione affidatami dall'Oscuro Maestro!"
La voce narrante
"Forse affidarti il ruolo di narratore non è stata una grande idea."
Primo, il giovane allievo
"Ognun il suo?"
La voce narrante
"Andata!"
Uno dei Guardiani delle Viscere
"Kuths frud guttub knak lesot"
La voce narrante
"Come?"
Primo, il giovane allievo
"Kuths frud guttub knak lesot"
La voce narrante
"..."
Primo, il giovane allievo
"Ah! Capisco, volevate la traduzione, Krtased ha appena sibilato le seguenti parole: - Andiamo dunque verso la base della minuscola resilienza e facciamone scempio. Seguitemi!"
La voce narrante
"Noto che Krtased ormai parla come te, Primo."
Primo, il giovane allievo
"Basta illazioni su un nostra possibile quanto proficua amicizia intima! Krtased è solo un compagno d'arme, morbido, ma d'arme."
La voce narrante
"Va bene. La smetto. Riprendiamo. Primo, il suo morbido compagno d'arme e gli altri Guradiani delle Viscere si incamminano alla volta della base delle Resilienza, quando la loro attenzione viene distolta da un lamento"
Immagine non disponibile
"Aaaaaah... Aaaaaah..."
Primo, il giovane allievo
"Perbacco! Cosa sono questi lamenti strazianti, ma cosa ancora più maravigliosa, chi è l'emettitore?"
Immagine non disponibile
"Aaaaaah... Aaaaaah..."
Primo, il giovane allievo
"Sembran provenire da quell'angusto e tetro antro. Che sia un'altra delle sagaci quanto inutili mossa di quel diavolo di un Millo per trarmi in inganno e mettere in pericolo la riuscita della mia Missione?"
La voce narrante
"La puntata odierna viene interrotta per eccesso di retorica e linguaggio ampolloso. Alla prossima!"

Fronte Surreale, lì 15.1.07

Viaggio dentro la notte. Ancora di più.

Puntata n.1, n.2, n.3.

Mi ritrovai a colloquiare telepaticamente con una macchina, mancavano solo il siero di scimmia e la fine del mondo per rendere perfetta la notte. Quella notte.
- Ti ho chiesto cosa cerchi.
Scartai lentamente il pacchetto di sigarette, lo aprii, tolsi la carta grigia – pull. Buttai via tutti gli scarti nell’apposito cestino, cacciai una sigaretta in bocca e la accesi.
- Non lo so – proferii a fior di pensiero.
- Continua a cercarlo.
Rimandò la macchina, lettera dopo lettera. Mi apprestai a rispondere ma quando riguardai il display luminoso era ritornata la vecchia scritta di sempre. Inserire l’importo. Fui pervaso da un’immensa delusione per la perdita di quell’inusuale interlocutore, il primo esterno a me stesso da molto tempo. Era poi veramente esterno? O rappresentò l’estremo tentativo di uscita del mio essere dalla paralizzante stasi autoimposta nei rapporti umani? Non mi persi più di troppo in quei pensieri e sbuffando al cielo l’ennesima nuvola grigia m’incamminai ancora una volta verso quello che non conoscevo. Tentai di risvegliarmi nell’eventualità che tutto fosse soltanto un sogno. Nulla. Semplicemente nulla. Quella era la realtà o la presunta tale. Stavo per attraversare l’enorme strada vuota a quattro corsie quando il mio sguardo venne distratto dal passaggio lento e faticoso di un rospo di media taglia. Accompagnai i suoi saltelli assolutamente casuali, una guida sicuramente migliore dei miei pensieri. Raggiungemmo l’altro lato della strada in un tempo fin troppo lungo ma l’abbondanza di tempo non era che un altro problema da risolvere in qualche maniera, in ogni modo. Il rospo, forse una rana vista la corporatura, si voltò come a chiedermi cosa volessi, ma stranamente non proferì nessuna parola, neanche la più insulsa. Se per questo non gracidò neppure. Ci fissammo così per diversi secondi, nessuno dei due sembrava aver qualcosa da dire. Poi con un balzo, il migliore fino a quel momento, sparì in un cespuglio di begonie. La tana del bianconiglio, cercai di convincermi, ma nessun buco, eppure il rospo, o la rana, svanì. Ci doveva essere un passaggio: me ne convinsi e per provare la mia convinzione stuprai con violenza i rami e i fiori. Violenza floreale allo stato puro. Ma nulla. Per l’ennesima volta mi ritrovai solo e senza la più pallida idea di che cosa mi stesse succedendo.

Fronte Surreale, lì 11.1.07

Fronte Surreale ( ri )presenta

Prosegue la presentazione delle opere del più grande Artista contemporaneo operante nel contesto urbano. Fronte Surreale: le buone cose di una volta.
(clicca sull'immagine per visualizzare)

Artista all'operaArtista all'operaArtista all'opera
123

Le opere presentante in questo numero:
1. "Vi presento Baal" - indelebile su carta
2. "Lucifero Superstar" - indelebile su plastica luminosa più neon
3. "Mylingo" - indelebile su carta

Continua [...]

Fronte Surreale, lì 9.1.07

Il pranzo di Zio Natali.

Il pranzo di Natale.
Un vero genocidio di animali, tutto s'organizza con un paio di mesi d'anticipo, che ci sono da spedire gli inviti, predisporre le trappole, lustrare l'argenteria che da queste parti Argentil non si trova manco su ebay, accendere i fuochi alla 'vecchia maniera', chiamare il prete.

Già al primo di dicembre bisogna tirar giù un paio di pareti, non portanti, non importanti, per far posto al tavolo e alle sedie, più il proiettore e il reparto per il dj e le luci, lo zio va a comprare un generatore ausiliario ma ne trova solo uno a noleggio, con tanto di motrice e camion, bisogna far posto, si butta giù anche la siepe per far posto, gettata di cemento così almeno una cosa è fatta.

Il cinese, lui, è il mago pirotecnico e prepara quei duecento trecento giochi di fuoco, fontanelle, petardi, catene di dinamite, polvere pirica e saette, solo per l'aperitivo.

Al 23 arrivano le ultime conferme, ci sono da aggiungere dei posti, "così si finisce per ingrassare l'abusivismo" tuona la cuoca, ma anche se ha ragione non si trovano soluzioni se non quella di dar altro lavoro ai muratori. e giù cemento.
Il 24 arriva il bambino che farà Gesù, un bel ragazzino, 5 anni e parlantina da viveur delle banlieu, ricci biondi discendenti dei Plantageneti, così da non far torto neanche ai protestanti ed alla Regina. Che il Natale prima di tutto è concordia e pace e amore e tutte quelle belle robe che fan bene al cuore. La capanna è un luccicare di stelle e bravate architettoniche degne del Brutalismo. La Madonna, ragazza difficile di qualche paese più in alto, è tutta presa con gli sms e le sigarette ma ha assicurato che durante la Sacra Rappresentazione si asterrà dai vizi moderni. Giuseppe, lui, sta lì. Tranquillo. Accarezza le bestie, porta il fieno e la paglia, ripassa la parte.

Tre macchine parcheggiano al GS, son le 23.45, perché così non hanno problemi. Ne scendono nani, un sacco, due mangiatori di fuochi, un leopardo con catena dorata e gemme preziose, una donna impellicciata, la donna barbuta con il suo accompagnatore, il direttore del circo, un leone senza denti, un clown triste e tre no, Isidora la contorsionista ( che esce dal baule ), il lanciatore di coltelli con la sua coltelleria e Pantagruele il gigante. Mostrano l'invito e si siedono. I nani fan casino come al solito intrufolandosi tra le gambe di Pantagruele che cerca di spiaccicarli con lenti gesti. Una gazzarra!

Son già seduti anche gli altri invitati:

- l'ambasciatore di Danimarca con stendardo e sirenetta in bronzo.
- Cacciari
- il direttore della filiale del Banco Agricolo di Sassari con figlia e nipoti
- Loretta Goggi
- il bigliettaio della Stazione Centrale in pensione con moglie e allegra suocera
- la banda del paese
- il sindaco
- l'assessore alle Belle Arti
- il nipote di Carletto
- il vice ministro con delega alle Politiche Agricole
- l'associazione delle guide del Castello Sforzeso al gran completo con tanto di cassiere
- il conte di Sassonia
- quello che ha votato Udeur alle ultime elezioni
- il cinese
- Coccoluto
- il nipote di Marinetti + 3
- Giorgio Angelozzi

Questi solo nel primo tavolo.

Entrano gli aperitivi: crodini, campari spruzzati, bianchi spruzzati, negroni, gin tonic/lemon, rossi, china martini, martini, cocktail di vario genere, fragole con panna, fragole semplici.
Comincia la messa.
Il prete però fa in fretta che c'ha da fare la messa a due paesi di distanza che ormai la curia ha deciso così, poche vocazioni un sacco di chiese. Cacciari si alza e se ne va in bagno proprio durante l'ostensione. Astensione. In dieci minuti buoni è già finita la Funzione, il bambinello è nella mangiatoia, il bue è sulla griglia, l'asino che si è stufato cosparso di polenta, la Madonna mi guarda e mi fa: finito? Digli di sì, cinquanta euro e se ne va all'after, dalla capanna alla Capannina. Messa al suo posto una figura di cartapesta, Giuseppe, lui, sta tranquillo. Senza neanche le bestie con le quali socializzare.

Le 00.00.

Auguri! A U G U R I !
a u g u r i a u g u r i a u g u r i a u g u r i a u g u r i
(così per ore)

Un nano si fa esplodere solo per attirare l'attenzione sulla causa, Cacciari ritorna ed applaude. I resistenti...
Brindisi. Brindisi. Brindisi. La donna barbuta è già ubriaca, la barba cosparsa tutta di China Martini, barcolla ed addenta S.Giuseppe sul braccio.
Vengono portati gli antipasti: tartine, uova di pesce, prosciutti, prosciutti di cinghiale tagliati sul posto, perle, patate in guazzetto, formaggini leggeri, patè, polipi e pesciolini (un intero braccio di mare: addio), capperi e pepaglie, cozze, marinate di ogni genere, insalate capricciose e russe, pezzi di legno pregiato e carpacci.
Tutti si buttano sulle tartine squisite. Solo Cacciari continua a pasteggiar a negroni.
Un sorbetto.
I primi, quelli, entrano a spalla di una sfilza di mori dai capelli lunghi e crespi.
Taglietelle e raviolini, spumoni, spaghettini, ceci, una minestrina di carpa, per star leggeri si capisce in attesa dei piatti forti. Due gnocchettini ripieni con sugo di cervo per riempire qualche buco nello stomaco. Un nano è già riverso faccia nel piatto, un altro ne approfitta carnalmente. Il sindaco emette subito un'ordinanza di condono totale. Coccoluto ai piatti mette giù fisso un giro di musica trance, congas e menate lì. La donna barbuta è attaccata alla spina della Guinness che sgrassa.
A metà messaggio del Primo Ministro, tiepida accoglienza.
Entrano i secondi: fagiani, piccioni (le trappole pulite), cinghiali come se fossero comuni, lepri, sughetti e polenta, tanta, tanta polenta. Di cous cous non c'è traccia. E poi ancora triglie, orate e gamberoni in salsa! L'ambasciatore regala a S.Giuseppe la sirenetta, ma il poveretto non riesce a tenerla in mano con il braccio morsicato.
Cade un moro sulla griglia, vien mangiato anche lui: meglio dell'aragosta fa il conte.
Il bar è svuotato di tutti gli amari.
E per finire panettone, uno solo, grosso come un fungo atomico.

Tutti sopra. A sbocconcellare tutti i canditi, le uvette e la sorpresa: Pelé.

Il cinese da via ai fuochi che rischiara a giorno la notte. Un botto spacca tutti i vetri della provincia. L'assessore timidamente protesta, gli vien dato un Caravaggio per tenerlo buono. Demorde.

Alla fine ci si saluta tutti. La festa è finita. Il direttore del circo s'è mangiato il suo leopardo con tutta la catena d'oro e preziosi, l'unico a finire all'ospedale.

"Adesso chi pulisce?" chiede la cuoca.
"Domani, che adesso son stanco".

Fronte Surreale, lì 8.1.07

I film di Zi' Natali.

- Fantastico questo miele, da dove viene?
- Da 'n'arnia.

Fronte Surreale, lì 5.1.07

WWI: La console mondiale o la guerra delle console.

Francia 1916: Somme piene di croci.

Fronte Surreale, lì 4.1.07

Viaggio dentro la notte. Di più.

Rimessomi in moto cominciai a fissare la luce dei lampioni, fioche ma fastidiose lucciole che illuminavano i miei stanchi piedi impegnati in una marcia forzata. Il mio obiettivo era quello di portarmi lontano ( lontanissimo ) dalla mia psiche deviata ma lei continuava a seguirmi. Ovunque decidessi di andare lei era pronta a seguirmi e più affrettavo i passi più venivo aggredito dalle visioni. Più volte, durante le pause pranzo, mi ritrovai a chiedermi cosa fosse la realtà; domande troppo difficili per ottenere delle risposte a stomaco vuoto, tanto difficili anche per il mio Mentore, l’allenatore del mio spirito. Quello che vedevo e provavo, quel turbine malsano che avevo in testa, era meno reale della luce dei lampioni che illuminavano il mio cammino? Nessuno, tanto meno la prostituta della sterrata via privata, sapeva rispondermi. Mi legai all’albero maestro delle mie convinzioni per non cedere al richiamo delle mille sirene che albergavano negli anfratti del duro e nudo cemento e continuai il mio piccolo viaggio. Arrivai davanti al tabacchino automatico e mi misi a dialogare con la macchina distributrice. Infilai controvoglia l’importo nell’apposita fessura e premetti il pulsante corrispondente alla marca di sigarette preferita. La macchina invece di ringraziarmi come al solito cominciò a pormi domande attraverso la voce verde del display luminoso.
- Cosa cerchi?
Fu la prima scritta a comporsi lettera dopo lettera.
Dovevo digitare la risposta? Proferirla ad alta voce? Pensarla? Ignorare la domanda?
- Pensala - rispose la macchina
I pensieri richiedono il discorso diretto, le virgolette o qualche altro artifizio?

Fronte Surreale, lì 2.1.07

Corto + Segnanomalo VI

# Rare Export Inc. (fortemente consigliato)
# WebernUhrWerk (segnalato da j0nsi)
# Nevilles Garden
# Miniserie

Come un sergente di classe di ferro.

Ricominciamo.